“Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio”, sulle terrazze del Pan a “Imbavagliati” Mirella Armiero intervista Efraim Medina Reyes

Dopo la mostra fotografica di Stefano Renna che ha aperto al Pan “Imbavagliati” il Festival internazionale di giornalismo civile organizzato da Desirè Klain, sulle terrazze del Pan, stasera dalle 20,30 con Mirella Armiero (responsabile delle pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno) e Davide Murri, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro del colombiano Efraim Medina Reyes “Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio”. Sulle terrazze del Pan anche l’autore che con C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, prima e con Manuale di masturbazione tra Batman e Robin poi si è fatto conoscere in tutto il mondo per il suo stile assieme pop e romantico, fotografico della realtà non solo quella colombiana da cui Medina Reyes proviene.  Nell’ultimo romanzo edito da I Narratori – Feltrinelli,  Teo soffre di un tipo di lupus che lo rende vulnerabile agli agenti esterni e per questo ha trascorso gran parte della vita rinchiuso nella sua stanza. Ammira personaggi come Deleuze e Schopenhauer, anche se la sua religione è Lenny Bruce e il suo sogno è quello di reinventare la comicità. L’unica cosa certa è che ha quasi trent’anni, vive ancora con la madre (che è stata abbandonata sei volte dal padre) e un fratello minore che tutto sommato se la cava molto meglio di lui. La sua unica vera complice in quella che Teo chiama la realtà reale è Vlues: lei non solo lo ama ma lo capisce e ne condivide le ossessioni e lo stravagante erotismo. Durante una delle sue rare passeggiate notturne per la città, Teo viene sorpreso da un improvviso acquazzone e deve rifugiarsi nel Pesce Ghiaccio, un bar che non ricorda di aver mai visto prima.

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