A Le Strade dei Vini, gli scienziati Alex Giordano e Adam Arvidsson per un approccio innovativo alle ruralità

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Strade di Vini è un evento che da Castelvenere, un graziosissimo comune di circa 2500 anime situato nel Sannio che su circa 14 kmq di superficie totale del paese oltre 11 sono ricoperti da coltivazioni a vigneto. Questo significa un immenso patrimonio di vitigno doc, e un immenso patrimonio di produttori dediti all’agricoltura di qualità. L’area del Titerno e del Telesino è nel bacino di interesse del gruppo di ricerca internazionale RuralHub www.ruralhub.it che con la sua antenna territoriale rappresentata da TABULARASAEventi punta l’attenzione sulle trasformazioni in atto nelle aree rurali, da sempre considerati territori marginali, che stanno diventando dei laboratori dal basso, spazi generativi di soluzioni originali da cui partire per innovazioni sociali inaspettate. Quali strategie possono favorire tali trasformazioni? È questa la domanda a cui cerca di rispondere il fitto calendario di eventi partecipati de Le Strade di Vini www.stradedivini.it che dal centro di Castelvenere si estende su tutta l’area del titerno-telsino. Un evento ricco di laboratori con le scuole, di workshop per  e con gli operatori locali, momenti di animazione culturale e presentazioni che hanno come principio fondamentale  l’attivazione delle risorse locali: catturare e indagare, attraverso lo storytelling, la complessità dei luoghi, per far emergere gli strati significativi.  Di pari passo deve realizzarsi la partecipazione di tutti gli attori locali nella definizione di un progetto comune per la crescita del proprio territorio: attivare energie per creare innovazione sociale, mettendo in connessione la dimensione locale con quella globale. In questa cornice si inserisce l’incontro con gli scienziati Alex Giordano ed Adam Arvdisson, guru internazionali della social innovation, che presenteranno il loro volume “Societing Reloaded”, edito per i tipi di EGEA/Bocconi editore, lanciando in anteprima il loro prossimo lavoro editoriale generato dopo un anno di esperienze tra gli innovatori dell’agricoltura d’ccellenza italiana: Il Manifesto della Rural Social Innovation (ebook sarà scaricabilw gratuitamente in rete). Secondo gli autori bisogna “porre enfasi sull’intersettorialità, nei settori quali l’agricoltura, l’archeologia, la storia locale, i festival, l’artigianalità, il sapere tradizionale e nascosto che, grazie alla filosofia societing, possono connettersi l’uno con l’altro, in modo da far rete e valorizzare le competenze, anche tacite, che possono esserci”.  Nell’anno di EXPO gande attenzione si sta dando al cibo, tuttavia passata la fiera il rischio è che il tutto si dissolvi in un momento di marketing effimero. Nel MANIFESTO DELLA RURAL SOCIAL INNOVATION gli autori cercano di fornire un framework teorico ed operativo per un nuovo modello di sviluppo del Paese mediante una nuova organizzare delle filiere agroalimentari di qualità dove le aree rurali interne , soprattutto del meridione, trovano una nuova centralità strategica.

www.stradedivini.it

Tabula Rasa eventi. 339.4495443/ info@tabularasaeventi.net

Progetto realizzato con il contributo del PSR Campania 2007/2013, Asse IV – Approccio LEADER Misura 41 – Sottomisura 413 del PSL Titerno, Misura 313.

 

Breve Sintesi Manifesto

Nella contemporanea economia dei consumi la creazione di valore si è spostata dal prodotto fisico all’immateriale. Questo è ancora più evidente nel settore agroalimentare, nel quale la produzione di cibo standard ha ridotto progressivamente il valore del prodotto fino a renderlo infinitesimale, proprio mentre gli intermediari, come McDonalds o Coca Cola, lo impiegano in “contenitori immateriali” come hamburger brandizzati o bibite.  Nella Conventional Value Chain il prodotto si trasforma in un effimero escamotage che mette in moto altri ambiti di valorizzazione quali la logistica, come per la GDO, il branding che crea finte storie e la finanza, attraverso gli interessi differenziali. La nostra proposta di una nuova economia rurale ha come obiettivo la riappropriazione di questi processi e la loro riorganizzazione su base comunitaria, in modo che restituiscano valore al prodotto materiale. I giovani innovatori neorurali stanno costruendo un nuovo modello che sappia tenere in piedi questa triple bottom line (People, Planet, Profit) per far nascere aziende che sappiano coniugare esigenze ambientali, sostenibilità economica e responsabilità sociali: un’economia rurale orientata al societing, una Rural Social Innovation. Per certi versi un nuovo modello economico che coniuga queste tre categorie in un orizzonte di valori mutuati dal passato riguarda il ritorno ad un’economia rurale preindustriale. Ma si tratta un ritorno accompagnato da un diverso livello tecnologico. L’etica della rete e una cultura globale, unita a elevate job skills di cui sono portatori gli innovatori neorurali, declinate in contesti agricoli, sta determinando una risemantizzazione delle categorie del contemporaneo, come per quella del tempo (Kronos e Kairos) e dello spazio. Le scelte di vita di questi giovani introiettate nell’infosfera non sono più un fatto privato ma pubblico e politico. Si riducono le distanze spazio-temporali tra una modernità metropolitana nella quale avvengono i fatti del futuro e una ruralità arretrata, ancorata al passato: per questo parliamo di #smartrurality, di ruralità vissuta come elemento critico per rileggere il contemporaneo, attraverso una dialettica su stili di vita sostenibili e nuove possibilità.

Questo dialettica critica porta a una risemantizzazione radicale del sistema attraverso dinamiche generatrici di un nuovo modello. Nel Rural Social Innovation System, la disintermediazione prende il posto della logistica, lo storytelling si sostituisce al marketing e la redistribuzione del valore della finanza. La disintermediazione opera in una dinamica di comunità mettendo in connessione produttori locali e comunità locali. Al branding si sostituisce uno storytelling autentico che trasmette il valore evocativo dei prodotti agricoli tradizionali. La redistribuzione innesca meccanismi di ritorno del valore materiale e immateriale all’interno delle comunità. Il Rural Social Innovation System sovverte la catena convenzionale e mette al centro il prodotto, in un rapporto di osmosi con la comunità.

Una delle sfide più complesse che i rural social innovator dovranno affrontare  quindi sarà la misurazione degli impatti del Rural Social Innovation System. Fornire le evidenze sulle combinazioni di valore generato in molteplici ambiti, quali Agricoltura-Ambiente-Alimentazione-Salute-Economia: parliamo del Rural Social Innovation Impact. L’idea è che sia necessario riacquisire un approccio olistico, in grado di mettere in evidenza gli effetti diretti ed indiretti delle nostre scelte e determinare il contributo marginale delle nostre attività al progetto di un mondo più sostenibile e di un’economia human centered.

Gli autori

Adam Arvidsson, Scientific Director di Rural Hub, è professore Associato di Sociologia all’Università Statale di Milano, dove insegna Sociologia della Globalizzazione e dei Nuovi Media.

La sua visione del brand nell’economia dell’informazione descritta nel libro Brands. Meaning and Value in Media Culture (London; Routledge, 2006, traduzione italiana con Franco Angeli, 2010) è centrale per comprendere il rapporto tra pubblici e cambiamento sociale.

Il suo ultimo lavoro sulla Ethical Economy (Columbia University Press) getta le basi epistemologiche per approcciare in modo critico e consapevole sharing economy, p2p economny, collaborative production. Co-dirige il gruppo di ricerca sul Societing (www. societing.org) ed il Centro Studi Etnografia Digitale (www. etnografiadigitale.it )

 

Alex Giordano, Presidente di Rural Hub, è co-fondatore di Ninjamarketing.it e digital marketing strategist consultant per diverse aziende italiane. Membro dello IADAS (Accademia Internazionale di Arti e Scienze) di New York.

Docente di Social Innovation e Società delle Reti presso lo IULM di Milano e l’Università Federico 2° di Napoli, è esperto di Societing e di service design e design thinking applicato all’attivazione delle comunità locali.

È membro del direttivo digital champion con delega a Food e Agricoltura e co-direttore del Centro Studi EtnografiaDigitale dove si occupa di Netnografia e del gruppo di ricerca sul Societing con il quale organizza da diversi anni una summer school sui temi del cambiamento sociale.

 

In Societing Reloaded, edito da Egea (2013), Adam Arvidsson e Alex Giordano affermano che la crisi economica ha evidenziato la necessità di delineare una nuova filosofia d’impresa capace di capitalizzare le risorse sociali e dare una nuova direzione alla relazione tra società, produzione e mercato.

Entrambi sono interessati alle nuove forme di produzione e organizzazione economica che si sono evolute intorno ai nuovi media.

 

Foto degli autori scaricabile qui: http://cdn.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2013/03/1b.jpg

 

Video booktrailer del libro Societing Reloaded: https://www.youtube.com/watch?v=ApSE50vM3l0

 

Video RuralHub experience : https://www.youtube.com/watch?v=qNNv4YYRGxg

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